Ideologia e linguaggio by Edoardo Sanguineti

Ideologia e linguaggio by Edoardo Sanguineti

autore:Edoardo Sanguineti [Sanguineti, Edoardo]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Feltrinelli
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


Per una letteratura della crudeltà

I

Non esiste giustificazione possibile, oggi, per una nozione di letteratura, se non l’idea della crudeltà: che significa, ancora e sempre, “rigueur, application et décision implacable, détermination irréversible, absolue”.1 Si finge di credere, o si crede davvero – che è assai peggio – che l’orizzonte di questa idea sia specificamente ed esclusivamente teatrale. Ma si sa, o si dovrebbe sapere, anche, che proprio per mezzo di una simile specificazione (e esclusione, in realtà), questa idea viene resa innocente – ed è già, per noi, un’idea che ha la forza della fame, e che non si riesce adeguatamente a reprimere, in effetti, ma soltanto a distorcere, nella cultura d’oggi. Viene resa innocente: è quanto dire che essa viene praticata come un’idea tecnica. Ma, direttamente al contrario, la crudeltà, che “est avant tout lucide” (“j’emploie le mot de cruauté dans le sens d’appétit de vie, de rigueur cosmique et de nécessité implacable, dans le sens gnostique de tourbillon de vie qui dévore les ténèbres, dans le sens de cette douleur hors de la nécessité inéluctable de laquelle la vie ne saurait s’exercer”), non è nemmeno promovibile come un’idea letteraria. Essa giustifica oggi la letteratura, appunto in quanto la supera, e le dona finalmente, come categoria di giudizio – e di giustificazione – la categoria del cinismo violento. Il problema è fermo, per un verso – per questo riguardo, e per altri molti ancora – al punto in cui l’aveva condotto e abbandonato Artaud, quando aveva opposto “un profit d’acteur” a “un profit de jouisseur” (cioè “artistique”). La letteratura non può metterci in rapporto (e in causa) con le cose stesse (con la vita, come si diceva una volta, e diceva ancora Artaud) – per chi si interessi ancora a questo genere di cose – se non in quanto proponga idee che hanno la forza della fame, precisamente. Il che non può essere compreso bene, s’intende, se non a partire dalla ferma consapevolezza che l’esperienza delle parole condiziona (precede) quella delle cose. (Il che, si aggiunga come inciso, rende storica la nostra esperienza, e pone l’esigenza – ad un tempo – della vanificazione di questa nostra preistoria.) La letteratura, come luogo della crudeltà, è allora lo spazio sperimentale dove si decide la dialettica, come si ama dire oggi, delle parole e delle cose.



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